Il sistema di protezione sociale (welfare) italiano è in
difficoltà. Ci sono poche nascite, molti anziani e pochi lavoratori. Senza
cambiamenti nel 2050 il sistema è a rischio. L’Istituto Nazionale di Statistica
(ISTAT) segnala che le nascite (430mila) sono al minimo storico. Nel 2050 in
Italia ci sarà un pensionato per ogni lavoratore. All’aumento dell’età media,
ogni anno si affianca la riduzione delle nascite (-36mila l’anno) e dei
lavoratori (-2,3milioni), mentre crescono gli anziani non autosufficienti
(+2,9%). Bisogna passare da un sistema passivo a uno attivo (welfare new deal):
migliorare il welfare pubblico (bonus, detrazioni, semplificazione delle regole)
e favorire l’intervento del privato. Occorre incentivare l’adesione ai fondi
pensione integrativi e favorire le imprese perché offrano ai lavoratori servizi
di welfare aziendali (asili nido, sanità integrativa, etc). La spesa pubblica
complessiva dello Stato per il welfare sfiora i 500miliardi di euro (quasi il
60% per le pensioni). Solo 8milioni (il 30%) i lavoratori che aderiscono alla
previdenza complementare (pensioni integrative), 2milioni che usufruiscono di
welfare aziendali, 12milioni i lavoratori che beneficiano della sanità
integrativa (per 40miliardi). Troppo pochi.
Quanto a me, io do a te, più che ai tuoi fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato (Genesi 48,22)
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