Un fringuello alpino su un peccio
il caffè alla locanda del Vicerè
la direttissima per il doss Maio
sulla culmen le rondini in ronda
garriscono intense.
Che ci sarà oltre il filare di abeti?
Mille genziane ma nessun narciso
un bombo si tuffa nel blu intenso
del fittone che trasforma la grappa
in un digestivo amaro.
Tra faggi e noccioli il sentiero di cresta
dal monte Puscio lo sguardo si slarga
c'è neve sul Serada e sulle Grigne
scorgo Legnone Arera e Disgrazia.
il cielo si copre.
Sul pizzo un cappello di nubi
Grigioni, Venezia e Milano
i Tre Signori che gli diedero nome
a capanna Mara siedo in terrazza
un sigaro nella bocca.
Siedo in disparte sopra i tavoli
dalla catasta di rami un fruscio
lucertole incerte se uscire al sole
spunta timido l'aglio orsino
sotto una timida pioggia.








