Questa polvere, che Flannery ben conosce, plasma la sua visione della realtà e dell'umanità. Per onorare tale realtà Flannery tratteggia, nelle sue opere, molteplici dettagli dell'essere umano, soprattutto di quello più ordinario, comune, semplice e persino del più ambiguo, contraddittorio e grottesco.
Da qui il fascino e il messaggio più sorprendente dell'autrice: il mistero abita in qualsiasi situazione. Nella realtà più feroce, privata e impossibile, si sprigiona la possibilità di una grazia e di una speranza non riducibili alla realtà, ma che si danno solo in essa.
Così tutto può essere guardato con occhi nuovi, anche il volto sfigurato di tanti suoi personaggi, anche le vicende più improbabili raccontate e offerte con generosa fedeltà al quotidiano, anche i sentimenti più cupi e infernali.
Bruce Springsteen è un appassionato lettore della O'Connor e vi ha tratto ispirazione per il suo sesto album, Nebraska, del 1982. Per registrarlo si è chiuso in una stanza, come un monaco nella sua cella, con la sola chitarra acustica e un registratore multipista. Ne è uscito un disco folk, bello come pochi altri, in cui ogni pezzo sembra un racconto della O'Connor.
Nebraska fa parlare il serial killer Charles Starkweather che narra la sua folle scia di omicidi nel 1958 culminando con la frase "i guess there's just a meanness in this world" (credo ci sia solo cattiveria in questo mondo).
Atlantic City parla di una giovane coppia che si trasferisce nella decadente omonima città cercando fortuna. Il protagonista è costretto a invischiarsi con la mafia locale per trovare un "lavoretto" e sopravvivere.
Mansion on the Hill evoca ricordi d'infanzia, con il narratore che ricorda le gite col padre per guardare una grande villa sulla collina, simbolo di un benessere distante e inarrivabile.
Johnny 99 (ninety-nine) racconta la storia di un operaio dell'auto che, disperato per la chiusura della fabbrica (Ford di Mahwah), commette un omicidio e chiede al giudice di essere condannato a morte piuttosto che a novantanove anni di prigione.
Highway Patrolman è una storia sulla lealtà familiare contro il dovere legale. Un poliziotto onesto (Joe Roberts) si trova a dover scegliere se arrestare il fratello criminale (Frankie) o lasciarlo scappare.
State Trooper è cantata dal punto di vista di un ladro d'auto paranoico che viaggia di notte su un'autostrada deserta, cercando di evitare un agente di pattuglia.
Used Cars è una riflessione autobiografica sulla povertà infantile. Il narratore guarda
il padre comprare un'auto usata e nota la vergogna e la disperazione
sociale della classe lavoratrice.
Open All Night narra una corsa notturna frenetica attraverso il New Jersey. Il protagonista guida disperatamente per raggiungere la sua
donna (Wanda).
My Father's House parla di un sogno di riconciliazione con il padre. Il protagonista cerca la casa d'infanzia ma la trova vuota, simboleggiando sogni di perdono infranti.
Reason to Believe conclude l'album raccontando quattro storie brevi e tragiche (un cane morto, un abbandono, una morte, un matrimonio mancato). Il ritornello sottolinea la capacità umana di trovare comunque una ragione per credere e andare avanti nella vita nonostante tutto.

