Ho lavorato con rav Elia Richetti per tre aperture del Tempio di
via Guastalla alla città di Milano in occasione della Giornata (17
gennaio) che i vescovi dedicano all’ebraismo.
Mi sono confrontato con lui su un palco di un teatro come rappresentanti di fedi diverse in dialogo.
Ma il ricordo più dolce è un giorno che mi recai in via Guastalla per
consegnare un documento. Lui era nel suo ufficio con la porta aperta.
Stava verificando la conoscenza dell’ebraico di un candidato al bar
mitzvà accompagnato dal padre. Rav Richetti mi fece cenno
di aspettare e mi strizzò l’occhio. Rimproverò amabilmente il padre per
l’impreparazione del figlio. Li congedò e, facendomi entrare, mi disse
con un gran sorriso: “Come vedi siamo diversi ma abbiamo gli stessi
problemi”.
Questo era rav Richetti. Un portatore di grande umanità. La sua memoria sia in benedizione.
Quanto a me, io do a te, più che ai tuoi fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato (Genesi 48,22)
martedì 6 aprile 2021
Rav Elia Richetti
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