Dopo 6 anni di decrescita, nel 2018 la produzione nazionale
dei rifiuti urbani torna a crescere, superando i 30milioni di tonnellate. Quasi
500kg all’anno per abitante. Lo dice il Rapporto rifiuti urbani dell’Ispra
(Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), ente pubblico
per la tutela delle acque, dell’ambiente, del suolo e della biodiversità marina
e terrestre. Cresce la raccolta differenziata (58%), ma solo 7 regioni su 20
raggiungono l’obiettivo previsto dalle norme europee (65%): Veneto, Trentino
Alto Adige, Lombardia, Marche, Emilia Romagna, Sardegna e Friuli Venezia
Giulia. Un miglioramento importante lo fanno registrare Sicilia, Molise,
Calabria e Puglia, anche se rimangono agli ultimi posti a livello nazionale.
Gli impianti di gestione dei rifiuti urbani in Italia sono 646, di cui più
della metà al nord (353), pochi al sud (174) e meno ancora al centro (119). Nelle
discariche finiscono 6,5milioni di tonnellate di rifiuti italiani. Solo
5,6milioni vengono bruciati. Gli inceneritori sono solo 38 e il 70% è in
Lombardia e in Emilia Romagna. La Campania porta fuori regione 487mila
tonnellate di rifiuti (la metà in Veneto). Il Lazio ne porta 270mila (la metà
in Friuli Venezia Giulia). Per questo il costo annuale per persona è di 208€ al
centro, 186€ al sud e 154€ al nord.
Quanto a me, io do a te, più che ai tuoi fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato (Genesi 48,22)
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