mercoledì 25 marzo 2026

Stelle distanti


Arturo Belano era da poco uscito dal centro detentivo La Peña senza imputazioni a carico. Nei primi giorni restò a casa per non inquietare i genitori. I suoi fratelli più piccoli lo accusarono di vigliaccheria. Venne a trovarlo un suo amico, Bibiano O’Ryan, con due notizie. Erano stati espulsi dall’università e quasi tutti i loro amici erano scomparsi. Arturo ipotizzò che fossero fuori città come le sorelle Garmendia nella loro casa di campagna. Bibiano si buttò tra le braccia di Arturo e scoppiò a piangere.  Arturo capì che non avrebbe più rivisto le sorelle Garmendia. Bibiano si ricompose. Aveva una terza notizia da far venire i brividi. Arturo trasse un respiro profondo e chiese a Bibiano un attimo per guardare la sua camera, la sua casa e il viso dei suoi genitori per l’ultima volta.

Estrella distante (Stella distante) è un romanzo breve del 1996. Il racconto è ambientato in Cile e in Spagna a cavallo tra gli anni ’70 e ’80. Ruota attorno alla figura di Carlos Wieder, sadico torturatore nonché poeta d’avanguardia. Arturo Belano, l’io narrante, conosce Wieder durante alcuni reading di lettura creativa. Dal cortile del carcere vede la sua prima esibizione pubblica come aviatore della Fuerza Aérea de Chile (l’aeronautica militare cilena). Con le sue acrobazie aeree Wieder scrive versi poetici in cielo.

Arturo Belano è l'alter ego dell'autore del romanzo. Roberto Bolaño nasce a Santiago del Cile nel 1953 e muore a Barcellona nel 2003. Trascorre la sua adolescenza in una biblioteca di Città del Messico. A vent'anni anni decide di tornare in Cile per sostenere le riforme socialiste di Salvador Allende. Al termine di un lungo viaggio in pullman, in autostop e su una barca, vi arriva pochi giorni prima del colpo di stato del dittatore Augusto Pinochet. Incarcerato, riesce a fuggire in Messico, dove si dedica alla poesia. In Spagna fa il vendemmiatore, il vigilante notturno in un campeggio, il commesso in un negozio, prima di dedicarsi completamente alla letteratura. 

L’arte in America Latina è duplice. Quei maestosi paesaggi bucolici dei quadri naif latinoamericani corrispondono in letteratura ai romanzi d’avventura. La realtà viene trasformata, quasi trasfigurata, ma questa è solo la prima possibilità. Bolaño propende invece per una seconda opzione artistica: fotografare la realtà testimoniando l’orrore. Nella sua opera non c’è consolazione perché egli intende provocare le coscienze dei lettori. Ma così facendo, narrando l’orrore, Bolaño conserva la fiducia dell’apocalisse (svelamento). La speranza che quell’ordine del mondo così opprimente possa, prima o poi, venire rovesciato. Nel frattempo, però, trionfa la paralisi e le stelle rimangono distanti. 

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