martedì 27 febbraio 2024

International Council of Christians and Jews

L'ICCJ (International Council of Christians and Jews) funge da organizzazione ombrello delle attuali 34 organizzazioni nazionali di dialogo ebraico-cristiano in tutto il mondo. L'ICCJ e le sue organizzazioni membri in tutto il mondo negli ultimi settant'anni si sono impegnate con successo nel rinnovamento storico delle relazioni ebraico-cristiane. Nati come reazione all'Olocausto, la Shoah, nella consapevolezza che occorre trovare il modo di esaminare le radici profondamente radicate della sfiducia, dell'odio e della paura che sono culminate in uno dei peggiori mali della storia umana, teologi, storici ed educatori hanno incluso il struttura ancora fragile dell'illuminismo e dei movimenti per i diritti umani del periodo tra le due guerre. In anni più recenti l'ICCJ ei suoi membri si sono sempre più impegnati nel dialogo abramitico: l'incontro tra ebrei, cristiani e musulmani. Gli sforzi dell'ICCJ per promuovere il dialogo ebraico-cristiano forniscono modelli per più ampie relazioni interreligiose, in particolare il dialogo tra ebrei, cristiani e musulmani. Attraverso le sue conferenze annuali e altre consultazioni, l'ICCJ offre una piattaforma in cui persone di diversa estrazione religiosa esaminano questioni attuali oltre i confini nazionali e religiosi, consentendo scambi faccia a faccia di esperienze e competenze. La sede internazionale dell'ICCJ si trova nella casa in cui visse il grande pensatore ebreo Martin Buber fino a quando le persecuzioni naziste lo costrinsero a fuggire dalla Germania. Martin-Buber-House, PO Box 11 29, 64629 Heppenheim – Germany, mail: office@iccj.org web: https://www.iccj.org/

Martin Cunz

Martin Cunz (1944 - 2003) fin da giovane si interessa di ebraismo, studia l'ebraico e vuole diventare pastore. Si iscrive alla Facoltà di Teologia di Zurigo, prosegue gli studi a Gottinga e Basilea, laureandosi nel 1969. Inizia a lavorare a Berlino a un progetto ecumenico di dialogo con le Chiese dei Paesi dell'Europa dell'Est, aderendo nel frattempo al Movimento dei Cristiani per il Socialismo. Nel 1974 si trasferisce a Locarno come pastore di comunità. Nel 1980 decide di tornare a dedicarsi alla teologia e contemporaneamente al Dialogo ebraico-cristiano, lavorando a Zurigo per la Fondazione Chiesa-Ebraismo fino al 1999, partecipando ai colloqui Ebraico-Cristiani a Camaldoli, agli incontri del SAE (Segretariato Attività Ecumeniche) a "La Mendola". La sua opera per avvicinare i cristiani ai vari aspetti della tradizione ebraica ha conosciuto un momento forte nel Lehrhaus di Zurigo https://ziid.ch/ e nella redazione della rivista Lamed. Collabora con diverse riviste ed è redattore della rivista « QOL». Nel 1999 decide di intraprendere di nuovo la sua attività pastorale, ma questa volta in una zona rurale poverissima del nordest dell'Argentina.

Markus Himmelbauer

Il dott. Markus Himmelbauer, nato nel 1962 a Braunau am Inn in Austria, è stato dal 1996 al 2015 amministratore delegato del "Comitato di coordinamento per la cooperazione ebraico-cristiana" austriaco a Vienna. Durante questo periodo è stato redattore del sito Internet www.christenundjuden.org e della pubblicazione trimestrale "Dialog-Du Siach/christlich-Jewish information". La sua opera educativa è diretta contro il razzismo e la xenofobia e verso lo sviluppo di rapporti positivi tra cristiani ed ebrei nella scuola e nella chiesa. Presta particolare attenzione alla percezione dell'ebraismo nel culto cristiano, nei canti e nei testi e nelle immagini nelle chiese. Himmelbauer è impegnato nel networking e negli incontri tra iniziative ebraico-cristiane nella regione del Danubio. Markus Himmelbauer ha studiato teologia cattolica a Salisburgo e Friburgo e ha completato gli studi di licenza a Friburgo nel 1987 con una tesi sull'ermeneutica del Nuovo Testamento. Nel 1997 ha conseguito il dottorato presso l'Università di Salisburgo con una tesi su "Educazione antirazzista". Ha lavorato nell'assistenza ai rifugiati, è stato membro fondatore di "Asylkoordination Österreich" ed è stato coinvolto nella rete ecumenica "Kairos Europa". Markus Himmelbauer è stato più recentemente (fino al 2015) anche professore di materie bibliche presso l'Università Ecclesiastica dell'Educazione di Vienna/Krems. È anche caporedattore della "Rivista maschile Ypsilon" della rivista dei membri del movimento maschile cattolico in Austria: https://issuu.com/kmboe. Lavora come musicista di chiesa, organista e maestro di coro dal 1973. 

https://www.jcrelations.net/de/artikelansicht/himmelbauer-markus.html

Isabella Nespoli

Isabella Nespoli è nel World Jewish Congress dal 1991 e attualmente si occupa di relazioni interreligiose. Esperta sul funzionamento del Vaticano e sulle relazioni ebraico-cristiane, le sue responsabilità includono il monitoraggio e l'organizzazione delle attività interreligiose del WJC. Ha studiato studi classici e teologici a Firenze (Italia), e parla italiano, francese, inglese, spagnolo, tedesco e portoghese di base. 

https://www.worldjewishcongress.org/en/bio/isabella-nespoli

giovedì 15 febbraio 2024

Una nuova rivista per il dialogo ebraico-cristiano


In questi mesi un gruppo di ebrei e di cristiani, impegnati nel dialogo tra le due comunità di fede, ha preso l’iniziativa di far nascere Avinu, nuova rivista quadrimestrale per il dialogo ebraico-cristiano. In ebraico avinusignifica “padre nostro”, con riferimento sia all’unico Dio che ci unisce a partire dalla rivelazione biblica sia al patriarca Abramo, chiamato da molte fonti ‘nostro padre nella fede’. Chiara sfida nell’attuale panorama della carta stampata ed elettronica, la nuova rivista Avinuriempie un vuoto in Italia nell’ambito della comunicazione e della formazione ed è stata ideata per mettere in circolazione il patrimonio della recente storia dei rapporti tra cristianesimo (nelle sue diverse confessioni) ed ebraismo (nella sue diverse articolazioni): esperienze ed idee, riflessioni e memorie, incontri e ricerche più scientifiche, tutto quel che individui e gruppi elaborano per alimentare la realtà di quel dialogo, nonostante critiche e scetticismo. Soprattutto in questo momento storico così complesso e sofferto, la rivista Avinu intende farsi cassa di risonanza di quanti credono nel valore e persino nella necessità di tale dialogo tra ebrei e cristiani, un dialogo onesto e amicale, sincero e solidale, nel solco di figure luminose come Jules Isaac e il card. Agostino Bea, rav Giuseppe Laras e il card. Carlo Maria Martini, Lea Sestieri e Maria Baxiu, Manuela Sadun e Paolo De Benedetti, Nathan Ben Horin e Renzo Fabris... per non citare che alcuni protagonisti di questa storia recente. Ma una rivista che nasce libera e indipendente ha bisogno, per vivere, di un supporto finanziario che può venire soltanto da una forte base di abbonamenti, che coprano i costi editoriali (ovviamente la collaborazione redazionale è su base volontaria). Per questo apriamo oggi una “campagna abbonamenti” convinti di trovare nel nostro Paese molte persone che ancora credono in questa causa e che sosterranno lo sforzo di continuare a lavorare per il dialogo ebraico-cristiano, nonostante i limiti delle nostre comunità e sapendo che nessuna realizzazione nella storia umana è data per acquisita una volta per tutte. 

lunedì 12 febbraio 2024

Salmo 116,12-13

Mah-Ashìv l’Adonay – Come rendere a JHWH*

Khol Tagmulòhi ‘Alay? – tutta la ricchezza a me?

Khos-Yeshu’òt Essà – Calice di salvezza alzerò

Uvshèm Adonay Eqrà – e nome JHWH griderò

 

* Iod scrive Erri De Luca, iniziale del tetragramma, anagramma di Dio

 

Così traducono i vescovi italiani (CEI 2008):

Che cosa renderò al Signore

per tutti i benefici che mi ha fatto?

Alzerò il calice della salvezza

e invocherò il nome del Signore

Riflessioni sulla celebrazione eucaristica (Gioachino Pistone)

Oggi farò una cosa che non mi capita quasi mai di fare, e cioè il protestante duro e puro (beh, per modo di dire!). Perché è mia convinzio...