Firmato un accordo per la pace in Afghanistan tra i talebani
(gli studenti delle scuole di Corano) e il governo americano. Da una parte un
mullah (un teologo islamico) e dall’altra il segretario di stato Usa. Il testo
dell’accordo di Doha è stato discusso per un anno e mezzo. Gli americani si
impegnano a ritirare le proprie truppe entro 14 mesi e i talebani si impegnano
a tagliare i legami con al-Qaeda (movimento terroristico islamista). È previsto
anche uno scambio di prigionieri tra i talebani e il governo dell’Afghanistan
che darà l’avvio ai negoziati. Anche la Nato (organizzazione per la difesa del
Nord Atlantico), che non combatte più dal 2015, ridurrà la propria presenza nel
Paese. La guerra in Afghanistan è durata 18 anni e ha fatto più di 100 mila vittime
tra i civili e 3.302 caduti tra i soldati alleati (2.448 americani). L’Italia,
come membro della Nato, schiera in Afghanistan 900 militari, 148 mezzi
terrestri e 8 aerei. Nonostante non siano impegnati in combattimenti, ma nell’addestramento
e in consulenze, i caduti italiani sono 54. I soldati della Nato su territorio
afgano sono oltre 20 mila e si calcola che i talebani siano 77 mila e i
miliziani del Daesh (Isis o Stato Islamico) 11 mila.
Quanto a me, io do a te, più che ai tuoi fratelli, un dorso di monte, che io ho conquistato (Genesi 48,22)
mercoledì 4 marzo 2020
lunedì 2 marzo 2020
Libertà di religione
Sulla libertà religiosa la Costituzione italiana afferma
alcuni principi fondamentali. I cittadini non devono essere discriminati in
base alla loro religione. Le diverse confessioni religiose sono uguali di
fronte allo Stato. Esse possono stringere accordi specifici con lo Stato. Quello
italiano è un modello di laicità inclusiva e dialogica che si è dimostrato più
funzionale dei modelli adottati da altri Paesi. I credenti non cattolici in
Italia sono quasi 6 milioni. Soltanto il 10% però gode di un’Intesa con lo
Stato prevista dall’articolo 8 della Costituzione. Tra questi le chiese
evangeliche (valdesi, metodisti etc.), le comunità ebraiche, le chiese
ortodosse del Patriarcato di Costantinopoli, i centri buddhisti e induisti
associati (UBI e UII). Rimangono senza accordi con lo Stato 2 milioni di
musulmani, 1,5 milioni di ortodossi romeni, 400 mila testimoni di Geova, 200
mila pentecostali, 70 mila sikh e molti altri. Per questi esiste una Legge del
1929 che li definisce “culti ammessi”. Perché dal 1980 in poi non è stata fatta
una Legge sul pluralismo religioso? Perché ai politici il tema sembra meno
importante di altre libertà civili. Perché molti italiani pensano all’Italia
come un Paese cattolico che concede spazi agli altri. Infine perché politici e
cittadini delle religioni conoscono poco e niente.
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